La rete del LL Acqua-Veneto si compone di numerose aziende agricole che partecipano fornendo informazioni sui loro processi produttivi e che sono pronte ad accogliere indicazioni e suggerimenti per ottimizzare l’uso dell’acqua.
Il Living Lab ha visto la coesistenza di prove parcellari, condotte in azienda sperimentale, e on-farm experimentation (OFE) in altrettante lighthouse farm, condotte su larga scala.
Nelle sperimentazioni parcellari sono stati testati diversi ibridi di mais tolleranti alla siccità insieme ad altrettanti ibridi convenzionali.
Un’OFE condotta in un’azienda vicina alla Laguna Veneta ha portato alla creazione condivisa di nuova conoscenza sull’irrigazione della risaia, con il confronto tra il metodo irriguo tradizionale (la sommersione) e uno innovativo (la microirrigazione).
Il mais è la coltura al centro di un’OFE in cui ricercatori e gli agricoltori di un’azienda del Polesine hanno puntato all’ottimizzazione della risposta produttiva in rapporto a due impianti di irrigazione per aspersione e a diverse densità di semina.
In due OFE con focus sul controllo delle malerbe si è adottata una doppia strategia. Da un lato, sono state ottimizzate le tecniche di diserbo per ridurre l’input chimico e migliorare l’efficienza dell’utilizzo dell’acqua. Dall’altro, attraverso l’utilizzo di cover crop e il monitoraggio dell’umidità del suolo mediante apposita sensoristica, si è cercato di verificare se le cover crop possano contribuire a mantenere l’umidità del suolo, ottimizzando così gli interventi di irrigazione.
Dalla collaborazione tra i ricercatori e il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (CBVO) è inoltre scaturita la messa a punto di un’app per il consiglio irriguo su mais e soia. Il CBVO è stato inoltre partner nell’organizzazione di incontri divulgativi in cui è stato coinvolto non solo il mondo della ricerca, ma anche ordini professionali, associazioni di produttori, enti pubblici e studenti.